Blog senza qualità

dove non tutto ciò che è detto è per ciò stesso vero

martedì, 30 giugno 2009
Backstage!

  ciak1
















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di: bsq a 18:02 | link | commenti |
cinema e film

lunedì, 29 giugno 2009
Le mie dieci domande a Berlusconi

L'ossessione di Repubblica di domandare a Berlusconi chiarimenti in ordine alle vicende tristemente note che lo riguardano, mi pare abbia superato il segno. Non metto in dubbio la gravità dei fatti in sé. Non è mio interesse aggiungere una parola sulla questione pubblico/privato. Le ragioni per le quali il presidente abbia frequentato Noemi, e quali siano le condizioni della sua salute mi interessano, ora, veramente poco. Cioè: mi interessa davvero poco la cocciutaggine con cui queste domande vengono reiterate a fronte di un evidente impossibilità di ottenere risposta.
La pervicacia di Repubblica nel porre queste determinate domande inquisitorie (ormai siamo a dieci+dieci) poteva essere lodevole all'inizio ma ora mi pare testardaggine pura, fra l'altro con l'aggravante di non cogliere la questione, nemmeno di sfiorarla.
Fare le domande è il mestiere del giornalista. Fare le domande a cui già si sa che non ci sarà mai risposta, è più mestriere da politico: le domande sono un artificio retorico per suggerire a chi ascolta le risposte, o di lasciar capire che le risposte già si conoscono, ma si aspetta solo che il diretto interessato le ratifichi, firmando così la propria condanna o per mettere in luce come il personaggio pubblico messo sotto torchio viva una contraddizione politica non potendo rispondere a domande, le cui risposte sono nei fatti indicibili, perché o sarebbero facilmente smascherate come menzogne, o perché metterebbero alla luce una realtà estremamante sconveniente. In qualche modo il silenzio, la non risposta ha lo stesso effetto, o vorrebbe averlo. Ma per ottenerlo è necessario un rilancio continuo, un ribattere sulla notizia in modo ossessivo per sfiancare l'avversario, ma in questo modo - perdurando il silenzio - si corre il rischio di naufragare nella noia, e forse anche nel ridicolo.

Le domande, nello specifico, sono, lo ripeto, domande da cronista. Sono domande su fatti circostanziati, sui dettagli che a giudizio del giornale l'opinione pubblica ha il diritto di conoscere.
Ma di fronte all'ostinazione di Berlusconi a tirarsi fuori da questa trappola mediatica (come oggettivamente è) non sarebbe meglio finirla qui?

Anche io ho delle domande da fare a Berlusconi. Anche le mie sono domande retoriche (ma non essendo io un giornalista me lo posso permettere), e riguardano più i significati, il contesto, le conseguenze che i fatti in sé.
Non voglio sapere come ha conosciuto Noemi. Voglio capire di più sul nostro paese, su come siamo arrivati a questo punto.

Ecco le mie domande:

di: bsq a 15:45 | link | commenti |
italia, politica, berlusconi, repubblica it

domenica, 28 giugno 2009
Epigramma

(ispirato dal bell'articolo di Roberto Saviano uscito oggi su Repubblica sulla condizione della donna in terra di camorra)

Roberto Saviano racconta le cose come stanno,

non s'inventa niente

Allora perché gli altri non lo fanno?

di: bsq a 19:19 | link | commenti (1) |
poesie, testi

sabato, 27 giugno 2009
Quando la moglie è in vacanza

Vita equilibrata e metodica, comunque
Ore nove, tennis. Ore undici, spesa al mercato.
Pranzo. Non so se era meglio il prosciutto di "Simonetti", il melone di "Angela" o la pizza di "Mosca". E stasera bistecchina di maiale (sempre di "Simonetti"), con pomodori.

Il silenzio intorno non mi disturba. Di pomeriggio passeggiata con gelato da "Millennium" (pistacchio e cioccolato), poi da Feltrinelli (L'ubicazione del bene, di Giorgio Falco).

Poi a casa. Caricare un video su YouTube, poi cena.

Stamattina, tornando dalla spesa, un tale mi ha salutato, giù in cortile. Io non l'ho riconosciuto ma ho ricambiato il saluto.
Stasera credo che ci siamo incontati di nuovo (non sono molto fisionomista), ma stavolta non mi ha salutato, e io non ho salutato lui.

Sembrava si stesse per mettere a piovere. Un temporale alle otto di sera non è cosa frequente d'estate a Roma (mentre lo sono nel primo pomeriggio). Infatti le nuvole si sono sciolte nel vento di mare, anche se è rimasta ancora molta umidità.
Stasera non c'è niente in televisione. Penso che mi vedrò un western in DVD. Con una birra gelata (e rutto libero, s'intende).

di: bsq a 20:31 | link | commenti |
estate

giovedì, 18 giugno 2009
Davvero interessante

Arrivato a circa cento pagine dalla conclusione, è ovvio che la trama di Uomini che odiano le donne abbia suscitato un certo interesse, come dire, di primo livello.
Di fronte a qualsiasi situazione di mistero (indipendentemente da come viene raccontata) l'essere umano viene preso da curiosità.
Però è come se per tutto questo tempo io abbia origliato la conversazione di due tizi, in treno, che si raccontano  fatti che non mi riguardano. Fatti strani, che ascolto con un certo interesse, ma di cui alla fine non ricorderò nulla e che non mi toccano in nessun modo.

di: bsq a 14:49 | link | commenti (5) |
libri e dintorni

mercoledì, 10 giugno 2009
Appuntamento in libreria

“Appuntamento con il notaio” di Alessio PAŠA
E “Tutto deve crollare” di Carlo CANNELLA saranno pubblicati da BARBERA EDITORE

A dispetto della crisi, la scommessa di vibrisselibri – trovare spazi per libri “mostruosi” nell’editoria tradizionale - avanza. Altri due libri pubblicati solo on line dalla casa editrice “anfibia”, nata nel 2006 da un’idea dello scrittore Giulio Mozzi, imboccano la via della carta. Grazie a Barbera Editore, la raccolta di racconti in versi Appuntamento col notaio / Paura della notte di Alessio Paša è approdato in libreria il 27 maggio. Mentre il romanzo Tutto deve crollare di Carlo Cannella verrà pubblicato entro fine anno dalla stessa casa editrice. I libri si aggiungono alle altre due opere diffuse prima on line e poi in carta: il romanzo Tana per la bambina con i capelli a ombrellone di Monica Viola, edito da Rizzoli, e il saggio Una tragedia negata di Demetrio Paolin, edito da Il Maestrale.

Salgono così a quattro su otto le opere targate vibrisselibri che passano dal web alla carta. Un successo che premia il coraggio e lo spirito da pionieri con cui i vibrisselibrai hanno cominciato la loro avventura, integrando editoria virtuale e reale per far trionfare la buona letteratura sulle mere logiche di mercato. Non a caso, vibrisselibri non abbandona i suoi “figli” una volta che traslocano in libreria. I manoscritti originali continuano ad essere disponibili gratuitamente sul sito www.vibrisselibri.net e possono arricchirsi di nuovi contenuti, appendici e anche piccoli film. Come per Tutto deve crollare, il cui booktrailer è stato appena realizzato dal vibrisselibraio Grenar: http://www.youtube.com/watch?v=Kx_785LR1VU

E vibrisselibri non si ferma. Presto sarà disponibile on-line la nona opera in catalogo: la raccolta di racconti Altre meraviglie dal carro bestiame, di Danilo Cannizzaro. Ed è già in lavorazione il prossimo libro: il poderoso romanzo Storie di ordinaria periferia di Antonio Maria Logani.

Dal risvolto di copertina di “Appuntamento con il notaio”:
Alessio Paša è un narratore di razza come ce ne sono pochi in Italia. Le sue storie sono storie claustrofobiche di famiglie, quotidianità, tradimenti, soldi, debiti. La sua scelta eversiva è quella della narrazione cinematografica per strofe e in versi: ciascuna strofa è una scena essenziale, ciascun verso è un’inquadratura, uno spostamento minimo della macchina da presa, la messa a fuoco nitida di un particolare. Nessun lirismo, nessuna sbavatura in queste storie: ma uno sguardo purissimo, clinico, tattile, famelico di percezioni.

Per informazioni e contatti:
ufficiostampa.vibrisselibri@gmail.com
Manuela Perrone – 348/7072729
Stefano Mazzoni – 329/4772558

di: bsq a 09:55 | link | commenti |
libri e dintorni, vibrisselibri, alessio pasa

martedì, 09 giugno 2009
Un miracolo

Di certe cose è meglio essere consapevoli. Permette di evitare errori, e di coltivare illusioni.
Io, di come funziona una casa editrice, delle scelte editoriali, del gusto del pubblico, delle strategie di marketing, del "fiuto", e forse della letteratura in genere non capisco assolutamente nulla. E' bene che me lo ficchi nella zucca. E vi dico anche perché.

Se fosse capitato fra le mie mani il manoscritto di Uomini che odiano le donne, dopo che per circa 230 pagine non è successo praticamente nulla di interessante (se non un debole colpo di scena peraltro ottenuto grazie ad una scorrettezza, a un furbata dell'autore - ma non vi dirò quale, al più vi posso rimandare al bel saggio di Giulio Mozzi) non credo che l'avrei mai proposto per la pubblicazione.
Sbagliando della grossa, evidentemente.

E tuttavia è proprio così.
Succede una cosa interessante verso pagina 100, poi di nuovo nulla. Descrizioni dei personaggi appena introdotti (un po' di background storico-psicologico, un po' di descrizioni esteriori: come vanno vestiti, dove abitano ecc.), fatti raccontati in uno stile piano, leggiadro, inconsistente. Lo stile ottocentesco più collaudato.

Un libro vincente.
Un miracolo, ai miei occhi.

di: bsq a 23:41 | link | commenti |
letteratura, editoria, libri e dintorni, discorsi, laersson

lunedì, 08 giugno 2009
Columnist

Editoriale.
Premessa: l'Italia è quella che è. Un paese sempre più brutto, sempre più egoista, sempre più razzista.
Cosa mi aspettavo da queste elezioni? Misurare il livello del degrado.
Ho votato PD, ma non sono un tifoso del PD. Il PD ha perso, ma a me non interessa granché. A me interessa il risultato complessivo. A me interesse l'Italia.

Com'è andata?
E' andata che un sacco di gente non è andata a votare. Berlusconi sostiene che questo li ha danneggiati.
E bravo! Ha ragione (mi costa un po' dirlo). Ma non nel senso che pensa lui.
In pratica si votava per un referendum. Il Grande Capo è sotto scacco. E' sotto il tiro della stampa anglocomunista. Che fa il suo popolo? Lo sostiene come un sol uomo?
Manco per niente. Il suo popolo se ne va al mare (tempo permettendo). Questo è un risultato politico.

Non è ancora abbastanza, ma intanto lo annotiamo.

Come annotiamo il fatto che PDL + Lega Nord arrivano al 45,5%.
Tutte le opposizioni, quindi, superano, se la matematica non è un'opinione, il 50%. Questo non significa che ci sia una maggioranza alternativa pronta a sostituire l'attuale governo. In democrazia, infatti, vince la maggiornaza relativa.
Ma significa che se Berlusconi si azzarda a dire ancora che loro sono la magioranza del paese dice palesemente una incontrovertibile balla.

Annotiamo poi che esistono due blocchi estranei al bipolarismo.
I radicali di centro, con circa il 6% e i radicali di sinistra, anche loro con circa il 6%.
Ma essendo i radicali di centro un po' più furbi di quelli di sinistra, il loro 6% gli consente di prendersi qualche seggio all'europarlamento; quelli di sinistra, al contrario, no. Bravi. Complimenti vivissimi.
Io sarei anche disposto a votarli, quelli di sinistra, ma a condizione che mi spieghino in "plain english" come si dice, le sostanziali differenze fra i due schieramenti, e che l'attuale classe dirigente scompaia definitivamente nell'oblio.

Annotiamo che il PD non sfonda mentre l'Italia dei Valori sì (e anche la LEga, perlatro). Non mi stupisce per niente. Mi sarei stupito del contrario. Ora, io non voglio difendere la linea politica (?) o i dirigenti del PD (anche se, lo devo dire, Franceschini mi sta simpatico).
Dico solo che ho da tempo il sospetto che se anche il PD avesse una linea politica fantastica in questo momento avrebbe enormi difficoltà a farsi capire (a meno di non spostarsi decisamente a sinistra, o decisamente al centro: ma il suo essere né carne né pesce - come si potrebbe facilmente dire - per me non è essere né carne né pesce, ma essere una cosa nuova, obliqua, complessa, alla ricerca di una difficile sintesi).
Quindi in questa Italia non mi stupisce affatto che vada avanti Di Pietro, così come mi sembra naturale che vada avanti Bossi.

Insomma, non è andata malissimo.

di: bsq a 13:18 | link | commenti (3) |
italia, politica, berlusconi, elezioni europee 2009

sabato, 06 giugno 2009
Palermo shooting

Sono stato a Palermo diverse volte, ci ho passato intere estati bollenti, ma non mi ero mai accorto di quanto fosse "monumentale". Le chiese, i palazzi, vecchi e nuovi, sembrano tutti afflitti da un gigantismo che denuncia la mania di grandezza di cui la città soffre da secoli.

Tranne la stanza dell'albergo che mi ospitava, la 313.

Arrivato al terzo piano, il cartello sul muro indica la direzione destra per andare nelle stanze da 300 a 305, e a sinistra per quelle da 306 a 310.
E la 313?
Mi metto in cerca, prima a destra, poi a sinistra, convinto che si tratti di un errore. Magari il cartello è antiquato, non è stato aggiornato.

La stanza 313 non c'è. Né a destra né tantomeno a sinistra.
In fondo a un corridoio c'è una scaletta, ripida e dalla volta bassa. Sul muro c'è scritto "PRIVATO", e sulle prime sono automaticamente portato a rispettare l'invito a non inoltrarsi per di là.
Ma poi, in seguito ad una ulteriore inutile perlustrazione, mi decido di salire la scala.
Chianando il capo, e trascinandomi il trolley arrivo in un corridoio buio. La stanza 313 è lì.

Infilo la chiave nella toppa, entro.
La stanza ha un aspetto confortevole. Ha il tetto spiovente, siamo nel solaio, ma nulla di precoccupante. E' molto calda, ma c'è l'aria conidizionata, il televisore collegato a Sky, frigobar... non le manca niente.

Entro nel bagno.
Qui il tetto spiovente è davvero molto spiovente. In pratica la parte più alta è esattamente alta quanto me (cioè non moltissimo, un metro e settantuno, dice la mia carta di identità). Un passo più in là e già sono costretto ad abbassare la testa. In pratica l'unica cosa che si concede a chi non voglia camminare piegato in due è raggiungere radente la parete "alta", la tazza del water.
Non c'è la doccia, ma la vasca da bagno. Con doccia. Ho fatto la doccia. Ero sudato, stanco del viaggio e del primo giorno di convegno.
Al termine della doccia ero più distrutto di prima. Avevo la schiena a pezzi.

Quando, al momento di pagare, ho fatto presente quello che mi sembrava un inconveniente francamente eccessivo, il concierge mi ha risposto: - Lo so, me l'hanno già fatto notare.
- Non è per lamentarmi, però sa, farsi la doccia piegato in due non è proprio il massimo del confort.
- Eppure sa, è tutta questione di punta di vista.
- Cioè?
- A qualcuno piace.
- Piace farsi la doccia piegato in due?
- Perché lei non ha visto le altre stanze. I bagni sono tutti molto più piccoli.

Ho capito che non mi avrebbe mai dato soddisfazione. Ho pagato (il giusto, abbastanza poco) e me ne sono andato.

(nella foto un particolare dei giardinetti di Piazza Indipendenza, dietro Palazzo dei Normanni, sede del Parlamento Regionale). I vecchi inchiavardano la propia sedia ai rami dell'albero così da ritrovarla il giorno evitando così la fatica di portarsela sempre dietro)

Qui un po' di foto di Palermo (la Cattedrale, i Quattro canti, Ballarò, Palazzo Steri a Piazza Marina, sede del Rettorato dell'Università)

di: bsq a 16:38 | link | commenti |
viaggi, palermo

mercoledì, 20 maggio 2009
A scuola!

"ROMA - Nella scuola elementare dove il 90% degli alunni è straniero, la direttrice vuole cambiare il nome: dall'eroe rinascimentale Carlo Pisacane al pedagogo giapponese Makiguchi."

Potesse tornare utile pure a qualche giornalista....
(aggiornamento: l'hanno corretto)

(http://www.repubblica.it/2009/05/sezioni/scuola_e_universita/servizi/pisacane/pisacane/pisacane.html)

P.S. Fosse per me la intitolerei a Carlo Pisacane.

Aggiornamento iconografico, tanto perché ne rimanga traccia... (da dove, tra l'altro, si vede come l'ignoranza lascia sempre una traccia dietro di sé...

pisacane1

di: bsq a 16:08 | link | commenti |
no comment, repubblica it

 

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