dove non tutto ciò che è detto è per ciò stesso vero
Domani, sabato e domenica sono coinvolto da una banda di giovani appassionati in questa cosa qui.
In 48 ore, a partire da domani pomeriggio alle ore 18, per finire domenica pomeriggio alla stessa ora, si deve essere tanto bravi, o pazzi, da realizzare un cortometraggio di circa 7 minuti (al massimo), senza sapere ancora (lo sapremo dimani alle 18, appunto) se dovrà essere una commedia, o un thriller, o una musical, o un western.... Che dovrà contenere uan certa battuta, un nome di personaggio e non mi ricordo cos'altro.
“I miei si conobbero nel 1955, a Sanremo, al matrimonio di Erna col sanremese Nicola Pitto, figlio del maresciallo dei carabinieri Giuseppe Pitto, genovese purosangue, e di una zia della mamma, calabrese,sorella di mia nonna….”
Non comincia così Era mio padre, di Franz Krauspenhaar, infatti questo brano si trova a pagina 168. Forse avrebbe potuto. Sarebbe stato, però, un’altra cosa. Una cosa già vista, probabilmente.
Era mio padre è un memoriale atipico, un dialogo sguaiato e malinconico, un atto di dolore e di autocompiacimento. Ma è anche qualcos’altro.
(segue ne La poesia e lo spirito, con relativi commenti, fra cui questo, di Valter BInaghi: "Il libro dell’anno finora, per me.")
Ho il sospetto che in Italia la sinistra perda le elezioni (anche quando le vince) per la stessa ragione per la quale non ci sono buoni romanzi: la superbia della classe intellettuale, che da molto tempo "ha smesso di prendere l'autobus" (come diceva Zavattini).
Ho le mani secche e i polpastrelli raggrinziti, per il freddo, qui in ufficio. Il sole è una pallida e slabbrata opalescenza affiorata in una smagliatura del grigio tessuto uniforme delle nuvole. Verso i Castelli sbuffi di nuvole più corpose gelano di grandine rappresa.
Soffici batuffoli verde smeraldo ornano i rami degli abeti, che oscurano il marciapiede sconnesso e lurido di carte, fogli di giornali gratuiti, cacche di cane.
Sono convinto che l'Italia è stata ed è distrutta dagli italiani. Non dalla politica. La politica può al massimo avere dato un piccolo aiuto, o avere chiuso un occhio.
A una bancarella, per 5 euro ho preso Il precursore, di Ivano Bariani, Sulla giustizia, di Carlo Maria Martini e una raccolta di racconti di Sherlock Holmes per mio figlio.
"Se analizzassimo un racconto scritto oggi a Roma, a Londra o a Tel Aviv, e lo paragonassimo a un racconto di Cecov o di Turgenev, scritto cioè cent'anni fa, noteremmo senza dubbio una differenza, ma molto inferiore a quella riscontrabile fra due opere musicali, per esempio di Schumann e Bartòk. Ecco perché la letteratura funziona ancora, viene letta, mentre nessuno ascolta la musica contemporanea, e la pittura è comprata soprattutto dai musei e non dai privati."
Abraham Yehoshua, Il lettore allo specchio. Einaudi 2003, p. 45-46
Mentre Second Life sembra se la passi un po' maluccio (solo 450.000 utenti attivi sulle famose "isole"), i "social network" godono di ottima salute, pare.
MySpace (l'indirizzo è Myspace.com, ma se vi va provate a digitare myspace.it e ditemi se, ahimè, internet non è un luogo troppo spesso infrequentabile) e Facebook sono i più popolari, al momento. Sapete di cosa parlo, no? Chiedete un po' a Google. Troverete 224 milioni di pagine di risposte (per Facebook). 444 milioni sono, invece, le pagine alla domanda "myspace".
Sono luoghi dove passare un sacco di tempo a non fare un beneamato niente. Ci si mette in contatto con altre persone; si pubblicano le proprie foto delle vacanze e quelle un po' osée, ma solo un po', della propria ex, e la propria playlist preferita, e si risponde a quiz gareggiando con i propri "amici" a chi conosce più attori dei telefilm americani. Eccetera.
Murdoch e Bill Gates ci spendono su un sacco di soldi per non star fuori del business. Insomma, una cosa che tira, che macina soldi grazie alla pubblicità.
Solo grazie alla pubblicità?
Provate a cliccare ora questo link.
Ve lo dico io cos'è. La stringa di ricerca è "Facebook+Hodgkinson", limitatamente alla pagine in lingua italiana. La risposta è molto, molto più modesta: la miseria di 174 pagine.
E fra le risposte non c'è nessun sito "di riferimento" (Attivissimo, Punto Informatico, Andrea Beggi, per tacer di Macchianera o Grillo e così via).
Eppure la cosa sembra interessante. Lo è, fidatevi. Acnhe se, evidentemente, ai blogger e ai mezzi di informazione italiani sembra trascurabile.
Intanto, vediamo chi è Hodgkinson.
[...]
Un giallo estenuato di primule
sgorgando flebile
da un lato lieto del giardino
mi dice
l’inverno ha i suoi chiarori.
Nutre
generazioni di passeri
con gemme gelate
e briciole pietose.
(Roberta Borsani, http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2007/02/05/roberta-borsani/)
La cosa interessante delle elezioni politiche, secondo me, non è tanto stabilire che ha vinto Tizio (Berlusconi) o Caio (Bossi), ma che hanno vinto le persone che lo/li hanno votato/i.
Non è precisamente la stessa cosa. Così suona un po' più concreta e preoccupante.
Una delle caratteristiche del popolo della sinistra più controverse e criticate è la "demonizzazione" dell'avversario. La pretesa superiorità morale, culturale, politica ed esistenziale, quasi, rispetto all'altro da sé.
Bene. Il fatto è che, definendo Berlusconi un uomo poco democratico, politicamente rozzo, pericoloso in quanto detentore di un potere non solo mediatico assoluto che in nessuna parte del mondo gli consentirebbe di poter essere anche capo del governo; e definendo la Lega un movimento razzista, violento, antimoderno non mi sembra di aver mancato di molto il bersaglio.
Che tanta gente ritenga che movimenti politici di questo tipo, rappresentati da personaggi di questo tipo non solo non costituiscono un problema, ma sono ciò di cui questo paese ha bisogno, questo sì mi rattrista. Di questo bisogna prendere atto. Ma prenderne atto non si traduce in una autocritica. Berlusconi e Bossi sono quella roba lì e agli italiani piace.
Si dice: eh, ma voi non sapete intercettare i maldipancia del nord. Ma se la risposta del nord ai suoi maldipancia (sicurezza, tasse, emigrazione) è questa, io dubito che una forza di sinistra possa avere mai grandi chances.
E se in Sicilia l'omunculo Lombardo (che nome!), appoggiato dalla cultura mafiosa stravince le elezioni, significa che ai siciliani sta bene così. Così: con la mafia saldamente padrona della vita delle persone, dell'acqua, delle imprese, della terra, del mare. Dell'aria che respiriamo.
Il rispetto dell'avversario è subordinato al rispetto della verità dei fatti. Questi sono fatti.
Lo so che detto oggi....
Ma Tutto deve crollare è, per chi non lo sapesse, il titolo dell'ultimo libro pubblicato da VibrisseLibri, scaricabile gratuitamente, in attesa che un editore si accorga della sua radicale necessità di venire pubblicato (perché, sempre per chi non lo sapesse, è per questo che è nata e vive VibrisseLibri: per far leggere subito a tutti, libri di cui noi siamo convinti della radicale necessità che vengano pubblicati).
L'autore è Carlo Cannella, musicista e scrittore.
Non è un libro facile, eppure è un libro semplice: racconta la semplicità del male assoluto.
Si presenta così:
"Fin dalle prime righe Tutto deve crollare trascina il lettore in una storia dalle tinte profondamente cupe, in un’atmosfera noir spietata che non può lasciare indifferenti.
Vi si narra la vicenda di un anarchico fuggito in Brasile negli anni Cinquanta e divenuto un personaggio cinico, violento, senza scrupoli. All’inizio del romanzo, negli anni Settanta, costui si trova ancora in Amazzonia, dove fa rapire dal suo fido braccio destro Fernando una ragazzina india, Isabel, che sposa e porta in Italia. Qui le fa mettere al mondo una bimba, Marta..." (continua su VibrisseLibri).
Su La poesia e lo spirito ne parla lo stesso Cannella.
"Secondo me la domanda principale è "come" qualcosa succederà, e non "che cosa" succederà. Riuscire a trattenere l'attenzione di chi legge sul come e non sul cosa è un problema che deve affrontare qualunque scrittore. E' nei libri gialli che per lo più ci si chiede soprattutto che cosa succederà, ma dopo che si è finito il libro non ci si pensa più, mentre in altri tipi di romanzo si sa già che cosa avverrà e la domanda essenziale verte sul come. E' lo stesso nella vita reale; nessuno si preoccupa di che cosa faremo a mezzogiorno, perché sappiamo già che andremo a pranzo. Quello che vogliamo sapere del nostro futuro è come sarà. L'equilibrio fra il che cosa e il come è l'arte dello scrittore."
Abraham Yehoshua, Il lettore allo specchio. Einaudi 2003, p. 41-42
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