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venerdì, 11 luglio 2008
Il progetto di Dio

"Il coma è una forma di vita e nessuno può permettersi di porre fi­ne a una vita personale". Questa, in estrema sintesi, l'opinione della Chiesa, cioè della gerarchia della Chiesa cattolica, per bocca di Monsignor Fisichella.

Ora, a me questa cosa sembra un po' singolare. L'obiezione più comune a questa affermazione, e la più ovvia, è: ma questa non è una forma di vita degna. Vivere solo ed esclusivamente grazie a delle macchine che lo consentono non ha nulla di naturale. Io penso: ma se questa ragazza fosse nata in Uganda, o in Burkina, o non so dove, sarebbe morta da tempo. Queste persone sono tenute in vita artificialmente solo perché nate in paesi ricchi, dove l'assistenza medico tecnologica lo permette. Non mi pare ci sia nulla di divino in questo. E' un caso, un incidente del destino, una fortuna? Comunque un problema dell'occidente ricco e tecnologicamente avanzato.

Per un credente il concetto fondamentale della propria fede è: Dio è amore. Dio ha fatto un progetto per ciascuno di noi, un progetto di vita non scandito dai singoli atti quotidiani legati alla causalità e casualità della vita. Un progetto - a lunghissimo termine - di amore eterno.
Dio, in quanto amore, non manda sulla terra guerre, tsunami e carestie. Dio è amore malgrado questo. E' l'imponderabile, l'Incomprensibile amore di un padre che non abbandona i suoi figli. Mai. Dio non può volere il male per i suoi figli. Non può. Se no non sarebbe amore. Anzi, l'Amore.


Dio non ha progettato questa vita per Eluana. No di certo. Dio non progetta una vita perché venga spezzata a 18 anni in un incidente stradale, o perché si muoia di orribili malattie a 8 anni. La garanzia che Dio dà è che il nostro psasaggio su questa terra è solo finalizzato al pieno raggiungimento della felicità eterna quando sarà il tempo.
Dio odia la sofferenza e la morte ("l'ultimo nemico ad essere sconfitto sarà la morte".... Gesù piange per l'amico Lazzaro, e non è molto contento di morire sulla croce). Lasciate perdere quello che la povera Chiesa ci ha inculcato per generazioni: il vittimismo, il sacrificio, l'autoflagellazione. Nulla di tutto ciò è vero. Sono balle, banalità buone come argomento per atei un po' balordi. Dio consola nella sofferenza. Non la impartisce. Non ci manda delle "prove".
Dio, l'imperscrutabile, non penso proprio che desideri che Eluana vegeti. La vita di Eluana è stata già uccisa. Un caso fortuito le ha impedito di trasformarsi già nell'altro da qui. Un macchinario di cui altri non avrebbero potuto mai approfittare le permette di mantenere funzionanti gli organi vitali. Cosa c'è del progetto divino su di lei nella sua vita? E nella vita dei suoi genitori?

(ho sentito dire stamattina alla radio che le suore che la curano pregano che venga lasciata in vita.
Le posso capire. Per loro Eluana agisce come una dinamo d'amore. La sua sola presenza le carica di misericordia e generosità.
Ma Eluana non è malata. Eluana non è. E forse queste suore, che tanto di sono prodigate, dovrebbero capirlo, e indirizzare verso altri bisognosi la loro generosità di cui hanno fatto esperienza e tesoro).

di: bsq a 11:14 | link | commenti (6) |
a fari spenti, chiesa cattolica


Commenti
#1   12 Luglio 2008 - 22:20
 
Quant'è difficile ragionare su queste cose, Ezio... Perchè, per esempio, non potremmo pensare che niente è stato casuale nella vita di Eluana, neppure finire attaccata a una macchina? Chi lo dice che non sia stato questo il progetto di Dio per lei? E cioè diventare un simbolo mediatico per tutti quelli come lei?
E in fondo, scientificamente, cosa ne sappiamo noi di quello che c'è veramente nella sua mente, se c'è? Non ne sappiamo abbastanza, non ne sappiamo nulla.

E' davvero un dilemma per le coscienze, e come dici giustamente tu, riguarda il nostro mondo evoluto teconologicamente, ma non coscientemente. Si cerca di salvare a tutti i costi una vita, senza sapere, senza curarsi, di come sarà poi la qualità di quella vita. Tanto le macchine aiutano. Ma non aiutano la coscenza, e non aiutano chi resta nell'assistenza quotidiana a queste persone, che è sfibrante come niente al mondo.

Ho letto da poco un libro che mi ha chiarito un po' di cose. Si chiama "La morte è di vitale importanza" di Elisabeth Kubler-Ross, dove si affronta con serenità il problema della morte, qualunque essa sia. Te lo consiglio, è davvero interessante.

Ciao e bacio!
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente ramona1

#2   13 Luglio 2008 - 00:30
 
Ma può un dio non essere alla radice del male e del bene allo stesso tempo?

b.
utente anonimo

#3   13 Luglio 2008 - 04:26
 
@ utente anonimo :
"Ma può un dio non essere alla radice del male e del bene allo stesso tempo?"
Si vabbè , vienilo a dire a me , che non ho mai capito non solo plausibilità della storiella, ma anche una minima logica. Ma tanto quella logica può essere sfuggita, tanto ad un certo punto è previsto òì inattaccabile . ".... Mistero della Fede..."

Tanakka

Tanakka?
utente anonimo

#4   13 Luglio 2008 - 07:15
 
Concordo sul caso specifico, ma la spiegazione teologica non sta in piedi (come tutte le teologie): dio è puro amore e di fronte alle evidenze che smentiscono questa affermazione, ci si rifugia nel fatto che dio è imperscrutabile. Se è imperscrutabile, come fai a dire che è amore? E' imperscrutabile al 50%?
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Mitilene

#5   13 Luglio 2008 - 10:36
 
Mitilene, non è certo qui il luogo per fare catechismo.... In 2 parole: ogni confessione ha i suoi modi per conoscere Dio, quella cristiana ha avuto le prove dell'amore di Dio (senza entrare nel merito, la storia di Gesù la conosciamo un po' tutti).
Quindi la "natura" di Dio non è imperscrutabile. Lo sono, per noi umani, le manifestazioni, le - diciamo così per banalizzare - "decisioni". Per un cristiano che Dio sia amore è una certezza e una consolazione.
Io rispetto totalmente chi la pensa diversamente. Queste sono semplicemente le misteriose certezze di un credente (e ora non dirmi che se sono misteriose no nsono certezze: la vta, per fortuna, contempla il dubbio e un approccio poetico. Non è tutto spiegabile razionalmente come pretenderebbero Ratzinger e Odifreddi ;-)
Ezio
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente bsq

#6   13 Luglio 2008 - 10:42
 
Ramona, grazie del suggerimento. In effetti non è per nulla facile orientarsi fra la difesa della vita e la definizione di vita.
Quando ho scritto "Dio odia la morte" ho pensato che qualcuno avrebbe potuto dire che, di conseguenza, la difesa della vita viene prima di tutto e mi stessi contraddicendo. Il problema è proprio questo: come dici tu, che cosa è quella di questa ragazza? Vita? A me pare che il destino di questa ragazza (come quello di tutte le persone nelle sue condizioni) sia stato già segnato, e che la via naturale alla morte sia, per quanto dolorosissima, appunto la soluzione più naturale.
Ciao!
Ezio
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente bsq

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