Blog senza qualità

dove non tutto ciò che è detto è per ciò stesso vero

mercoledì, 04 maggio 2005

Lettera aperta a Leonardo Colombati

Caro Leonardo Colombati,
noi non ci conosciamo, ma questo ha poca importanza. Qui davanti al PC siamo uno di fronte all’altro, democraticamente.
Veniamo subito al dunque.
Non leggerò Perceber.
Non ora.
Non perché non creda che sia un buon libro.
Voglio aspettare il momento in cui P. sarà soltanto un libro, da sfogliare, da annusare in libreria. E' un po' come se mi stesse chiedendo di fidanzarmi con  Elisabetta Canalis. Bellissima, certo, e chissà come sarà diversa a conoscerla, ma  forse la ragazza del quinto piano mi interessa di più!

E’ stato detto tanto, forse troppo. Io capisco Giulio: “non lo leggerà nessuno” mi ha detto una volta. Non credo di rivelare chissà quale segreto. Ha sentito il dovere letterario di pubblicarlo e per ciò stesso ha sentito il dovere morale di far sì che qualcuno lo compri e soprattutto lo legga. Di fronte alla complessità del libro ha messo su questo monumento al pre-testo che è stata l’operazione-Perceber fino ad oggi.
Non è che io voglia prenderne le distanze per una snobberia. Vorrei solo depurarmi prima dai preconcetti, pregiudizi, premonizioni, precognizioni, premesse, presunzioni, prelazioni, presupposizioni, prefazioni che questo lungo riscaldamento pre-partita ha generato fin nel più riposto e oscuro neurone della mia capacità per- o precettiva o pre-cognitiva (avresti dovuto chiamarlo Preceber!)
Un simile monumentale apparato critico, o istruzioni per l’uso, mi ha già fatto scattare l’antipatica resistenza derivante da un evidentissimo e conclamato complesso d’inferiorità.
Tanta promessa erudizione mi sopraffa. Minaccia di spostarmi fisicamente, di peso, dal centro del romanzo (dove come lettore vorrei trovarmi, beatamente coccolato dalla fantasia), a un margine un po’ in ombra, o in un gradino più basso, da dove poter ascoltare e apprendere tutte queste cose che non so.
Ma vedi. Sto sbagliando l’approccio. Sto parlando del rapporto fra me e il tuo romanzo di cui non ho letto che poche righe.
La rete che avete gettato nello stagno di internet mi ha preso nelle sue maglie. E come vedi la mia reazione è puramente difensiva. Mi divincolo, cerco di strapparla, cerco un varco, dichiaro la mia inferiorità solo per attaccarti, ferito, io, ma non umiliato.
Non mi sento libero di provare piacere o di criticarlo, Perceber.
Puo’ essere che abbia ragione Piperno, e tutti coloro i quali leggendolo hanno trovato in esso il Grande Romanzo del Ventunesimo secolo.
Ma dimmi, come posso fidarmi?
Posso fidarmi solo di me stesso. E’ chiaro. E’ ovvio. Ma di fronte a P. io sono ancora in grado di fidarmi solo di me stesso?
Temo di no.
Caro Leonardo Colombati, non ti invidio.
Il mondo è pronto a saltarti addosso. A chiudere il libro dopo venti pagine, a scorticarti vivo (sembri però in grado di difenderti).
In una parola: non voglio che P. mi deluda come mi hanno deluso in modo addirittura sorprendente (per la misura della delusione: assoluta) tutti gli altri capolavori annunciati di questi ultimi tempi.
Così, per ora, non lo leggo.
Un saluto e un in bocca al lupo
(per fortuna i lettori normali sono persone in genere più equilibrate!)



di: bsq a 17:38 | link | commenti (7) |
libri e dintorni, discorsi


Commenti
#1   04 Maggio 2005 - 18:49
 
Caro Ezio,
è stata una giornata strana, quella di oggi. Ho ricevuto una quindicina di telefonate da parte di amici e parenti. Mi hanno fatto tutti la stessa domanda: "Come stai?". Non hanno sentito nemmeno il bisogno di specificare: "Come ti senti a 24 ore dall'uscita del libro?".
Avrei dovuto lavorare, oggi. Del resto, mi pagano per farlo. Ma non ho combinato un tubo. Ho passato tutto il giorno a dare la stessa risposta ("No che non sono emozionato. E' come se tutto questo stesse capitando ad un'altra persona") e a controllare i commenti che sono piovuti sul sito dedicato al romanzo. Più o meno dicono tutti quello che - in maniera più raffinata e cortese - hai scritto tu: 'sta roba del Capolavoro Misterioso... non se ne può più.
Non ne posso più nemmeno io.
Soprattutto mi sento molto a disagio rispetto alle aspettative che hanno le persone che mi vogliono bene. Ho paura di deluderle.
Faccio una scommessa con te. Ci giochiamo una cena, se vuoi. Prevedo che alla fine dei giochi, Perceber venderà tra le 2.700 e le 3.400 copie.
Credimi: sto facendo una stima ottimistica. Non è, questo, un libro che possa vendere di più.
A me tremila persone che leggono il romanzo... mi fa un grosso effetto. Non sono mica poche. Ma non sono certo molte, per il mercato dei libri. E' il pubblico medio di una partita di C1.
Quindi, tutto 'sto baccano mi pare davvero esagerato.
"Cosa si aspettano da me?", continuo a chiedermi.
Io col sito www.perceber.com, assieme a Giulio ci ho giocato. Certo, è una cosa che è stata fatta anche per cercare di vendere qualche copia in più, ci mancherebbe altro. Ma il nostro intento principale era quello di divertirci: "Facciamo come se stessimo parlando della Montagna incantata o delle Confessioni di Agostino", ci siamo detti. E' ovvio che il sito è un'auto-presa per i fondelli.
Ma forse non è così ovvio. Forse ci è venuto male e qualcuno ci ha preso sul serio.
Così, ora non solo devo difendermi dall'amico che mi chiede, con voce commossa: "Come ti senti?", ma anche da una serie di persone che mi domandano: "Ma chi ti credi di essere?".
Allora, qui da te, vorrei intanto sciogliere un equivoco, quello dell'erudizione. Tu scrivi che a proposito di Perceber ti senti "un gradino più in basso". Ecco, in merito a questo, vorrei proprio tranquillizzarti: io non sono un erudito; sono un gran sparacazzate, questo sì. Nello scrivere il romanzo ho giocato con i libri, con le fonti, creando un pasticcio improbabile, che non ha la pretesa di insegnare alcunchè.
"Chi mi credo di essere?". Già. Dovrei risponderti, con ovvio understatement, che mi sento esattamente la stessa persona che ero un mese, due mesi, venti mesi fa. E invece scelgo una strada un po' più onesta (e pericolosa). Mi sento UNO SCRITTORE. Da quando ho smesso di credere a Babbo Natale il mio sogno è sempre stato quello di "fare lo scrittore". Domani, la parte più infantile e più vera della mia personalità (quella che non deve dar sfoggio di misura e autocontrollo e "buone maniere") esulterà gridando: "SONO UNO SCRITTORE" (te lo ricordi Grisù il draghetto che con un elmo rosso in testa urlava: "Farò il pompiere"? Ecco, una cosa del genere). E' un'affermazione - un proclama - che non significa niente. Ma che vuoi farci? Sono certe piccole stupidaggini che pompano il sangue al cervello.
Mi vieterò di dirlo (se non qui, adesso, e mai più), mi vieterò di pensarlo - da dopodomani. Ma domani, 5 maggio 2005, andrò a sbirciare se la mia amica libraria ha mantenuto la promessa e ha esposto il romanzo in vetrina; prenderò il motorino, andrò in centro, entrerò in una Feltrinelli, cercherò Perceber, e magari ne comprerò una copia. Così, per puro sfizio, per la pura gioia di farlo.
Mi emoziona pensare che domani sera, una, dieci, quindici persone, accenderanno la luce sul comodino, si metteranno comodi e leggeranno il mio libro. Cosa ne penseranno? Cosa ne penserai tu, fra un anno, quando (e se) lo leggerai? E cosa pensarai di me, invece, ora, e delle cose che ti sto scrivendo? Io lo so cosa voglio comunicarti - ma chissà se ci riesco.
Un saluto,
Leonardo
utente anonimo

#2   04 Maggio 2005 - 23:45
 
Spero invece che il libro di Colombati venda tra le 27 e le 34 copie. Il loro (suo e di giuliomozzi) divertimento nel portare avanti questo battage miserando è stato fin imbarazzante. Gradirei provare la stessa soddisfazione avuta nel venire a sapere che il film di Costantino e Daniele è stato un flop.
Ciò che penso del dinamico duo, peraltro, l'ho espresso nel mio esoterico blog qualche giorno fa.
Comunque Ezio, ti confesso che ogni tanto mi sconcerta l'attenzione che dedichi a questi ambulanti della letteratura.
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#3   05 Maggio 2005 - 09:04
 
Ennio, ti rispondo prima di leggere la risposta di Leonardo.
Non sono per niente d'accordo. E per metodi e per qualità.
Per metodi intendendo come portano avanti (ma dovrei dire porta avanti: giuliomozzi) con coerenza e dignità formale un discorso nuovo sulla letteratura. Sulla qualità invece non dico niente perché è materia opinabile e tu giustamente ne prendi le distanze che il tuo gusto, la tua cultura, il tuo modo di vedere la letteratura e quello che ci gira attorno ti suggerisce. A mio giudizio quella che piu' di un anno fa chiamai con dispetto, ma cercando di essere obiettivo e vedere un lato positivo, la Galassia Giuliomozzi, un po' eterogenea, "ellittica" rispetto al mondo reale, ha prodotto un processo virtuoso nelle comunità letterarie virtuali, di cui tutti noi traiamo benefici. Non è solo lui, è chiaro. Ma un paio di anni fa la presenza di un giuliomozzi sui blog costituiva in se' un'azione politico-culturale notevole. E così NI e Genna (del quale non condivido quasi niente) eccetera.
ciao,
e.
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#4   05 Maggio 2005 - 09:24
 
Leonardo,
immagino che sia così. Io da ragazzo sognavo di fare er cimena. E, come tutti quelli che sognavano la stessa cosa, sognavo di passare la sera prima della prima alla sala dove il giorno dopo avrebbero "montato" il mio film per vedere all'opera gli attacchini preparare i manifesti con il mio nome (scena che, mi pare, ci sia in un ilm di truffaut).
Poi ho sognato di fare LO SCRITTORE , tutto maiuscolo, e hoi sognato anche io quello che sognano quelli che fanno questo sogno: andare in libreria e comprare il mio libro, stare lì ore a vedere quelli che lo comprano e così via.
Poi ho smesso di sognare, sai diventando grandi non è carino. Diciamo che ho declassato (o forse promosso) il sogno ad auspicio, forte desiderio, scopo della mia vita (esclusi quelli esistenzialmente più significativi: l'amore, i figli, la vita in se' eccetera).
Tutto questo per dire che?
Boh. Ah. sì. Non fare il modesto! Accetto la scommessa.
io dico piu' di 5000 (ma dobbiamo fissare un limite temporale).
Da "Mamma Angelina", conosci?
ciao,
e.
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#5   05 Maggio 2005 - 12:36
 
Un "discorso nuovo sulla letteratura"??? Questo blog può essere qualcosa di nuovo nella letteratura (o meglio nel modo di fare critica letteraria). Il Blogghino lo è. Azioneparallela lo è. Escualotis lo è. Anche il mio lo è, e scusa l'immodestia. Insomma altri lo sono.
Ma Perceber e l'allegra combriccola mozziana (includo anche Pordenoneleggeescrive) sono come i pop-up pubblicitari nel sito di Repubblica. Come le mosche.
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#6   06 Maggio 2005 - 07:54
 
i nomi, di questi capolavori annunciati che t'hanno deluso, vogliamo i nomi...


:-)
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#7   06 Maggio 2005 - 09:19
 
Presto detto: New Thing, Con le peggiori intenzioni. Specie quest'ultimo. Non ho ancora trovato la forza di scriverne.
ciao
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